Carta Valori

Carta dei Valori

PRINCIPI E VALORI

I LEALI AL TRENTINO
PER
UNA SOCIETA’ APERTA


Negli ultimi anni, mentre la storia in Europa e in Italia travolgeva idee, regimi e partiti, anche il Trentino, sebbene in misura minore, è stato spazzato dal vento del cambiamento. Per questo È stato necessario rifondare una casa LAICA, LIBERALDEMOCRATICA, RIFORMISTA, aperta a tutti coloro si riconoscono in questi valori, attingendo a una tradizione presente in Trentino in diversi partiti: da quello liberale a quello repubblicano, da quello radicale a quello autonomista. Ecco perché sono nati i LEALI AL TRENTINO, i quali oggi sentono il dovere di scrivere una carta di questi valori, affinché sia un memorandum per chi già fa parte di questa tradizione e appello per chi la cerca.
Il riferimento europeo dei Leali al Trentino è ELDR (Europei, Liberali, Democratici Riformatori), la casa madre di tutti i partiti liberaldemocratici d'Europa.

Noi crediamo che tutte le DONNE e tutti gli UOMINI vengano al mondo UGUALIsenza distinzione di razza o censo, e nello stesso tempo crediamo che ciascuno sia speciale. Noi crediamo nell’INDIVIDUO, nei suoi diritti inalienabili, nella sua LIBERTÀ, nel primato della COSCIENZA singola.Noi crediamo che la società esista per garantire opportunità di benessere e felicità per l’individuo, e non viceversa. La forma sociale quindi non può essere perenne, immutabile, ma in evoluzione per adeguarsi ai tempi e ai bisogni. Noi crediamo in una SOCIETÀ APERTA. La società aperta non ha una forma dogmatica e rigida, al contrario contiene in sé gli strumenti del cambiamento. Il primato della coscienza è l’antitesi dell’obbedienza cieca, e il rispetto dei valori fondanti per intima convinzione. L’individuo libero è LAICO, il che non significa non religioso. La religione è una sfera intima che va rispettata in quanto scelta individuale e quindi nessuno di noi può essere contrario alla religione o alla religiosità. Quello che non possiamo tollerare è l’intolleranza, non rispettiamo la fede che non rispetta la libertà di scelta, non accettiamo l’imposizione di norme non liberamente deliberate dal popolo sovrano. Noi crediamo nel processo DEMOCRATICO, che regola le buone società.

Nella società si incontrano gli individui e questo impone buone norme e ordine, perché nessuno nell’esercizio dei suoi diritti deve danneggiare la sfera altrui. Questo non significa che ci sia immobilità. È normale e giusto che ci sia COMPETIZIONE, perché dal perseguimento dell’interesse personale nasce anche un arricchimento per la collettività. Noi comunque non dimentichiamo il valore della SOLIDARIETÀ, perché abbiamo rispetto dell’uomo sempre e perché non sempre il successo coincide con il merito. Il WELFARE è un pilastro dello Stato moderno e il controllo pubblico di certi settori indispensabile.

Crediamo nella competizione e nel MERCATO, ma come strumenti non come fini. Allo stesso modo pensiamo che la flessibilità economica sia utile, non che sia in sé un valore. Il valore è l’individuo e la crescita armonica di gruppi. Puntiamo sulla crescita di tutti e di ciascuno, quindi sui processi di formazione e di istruzione, generalizzati e continui. Allo stesso modo riteniamo che lo SVILUPPO e il PROGRESSO della società nel suo complesso non possano fare a meno di una RICERCA SCIENTIFICA libera, ed eticamente fondata.

Crediamo che l’AMBIENTE sia il nostro più grande patrimonio e che come tale vada saggiamente amministrato e preservato.

Guardando al Trentino bisogna prendere consapevolezza che la nostra AUTONOMIA o sarà RESPONSABILE e DINAMICAo non sarà non avrà futuro. Dobbiamo assumerci compiti ingrati, come l’imposizione fiscale, e non solo decidere della spesa. In questo modo saremo anche più forti all’interno di unEUROPA delle regioni.

Tutte queste idee qui sinteticamente anticipate e sviluppate nel seguito di questo documento sono la nostra carta dei principi, la nostra piccola costituzione. Le nostre idee sono nette, il nostro procedere moderato. Rifuggiamo da ideologismi ed estremismi, vogliamo dialogare con le forze politiche responsabili del Trentino. Ci collochiamo in un’area centrale e non centrista, laica e non laicista, autonomista e non nostalgica, riformista e progressista, in difesa delle libertà individuali e insieme delle regole sociali. Crediamo al BUON GOVERNO, all’esercizio di funzioni pubbliche come servizio e non come potere personale. A quanti condividono i nostri principi lanciamo un appello perché insieme si costruisca una forza politica di peso, altrimenti divisi i liberaldemocratici del Trentino saranno deboli.


Per una “società aperta”

Le motivazioni che hanno stimolato la costituzione del movimento “Leali al Trentino” derivano dal desiderio di dare voce ad un’area laica e riformista di matrice liberaldemocratica, storicamente presente nella politica trentina, che ha tradizionalmente trovato rappresentanza in diversi partiti,
Un’area politica con la volontà di aprirsi, senza preclusioni di alcun genere, alle aspettative di rinnovamento della società trentina, mantenendo fede, nel contempo, ai principi ed ai valori che hanno da sempre caratterizzato la gente del Trentino.
      Richiamandosi ai principi liberaldemocratici i “Leali al Trentino” si battono per una società aperta, cioè una forma di organizzazione sociale, libera e democratica, capace di continua trasformazione degli equilibri esistenti al fine di rispondere a nuove domande e bisogni dei cittadini, affinché ciascuno in modo diverso possa sempre esercitare i propri diritti e perseguire le proprie aspirazioni.

Individuo e responsabilità

Il centro motore della storia moderna è l’individuo, la sua coscienza, anche religiosa, i suoi interessi. Il nostro grande ideale è quello di un mondo di uomini e donne liberi e senza pregiudizi. Come movimento politico i “Leali al Trentino” si ritrovano nel metodo liberale, che consiste nel fondare valutazioni, proposte e comportamenti sulla conoscenza, sulla ragione, sul diritto di ciascuno di cercare liberamente la propria strada. Liberamente e autonomamente, ma non da soli e nel vuoto, poiché ogni individuo esiste come cittadino in quanto riconosce l'esistenza di altri cittadini. Le libertà dell'individuo sono inalienabili e connaturate alla vita stessa, ma si possono realizzare solo nell'equilibrio con uguali diritti altrui.
Nella società aperta, quindi, esistono regole liberamente adottate per consentire, a individui e gruppi un’interazione non violenta,
      che trasformi il conflitto in competizione e favorisca il bilanciamento degli interessi. Le regole si fondano sui principi della reciproca tolleranza e del dialogo e in uno Stato liberale prendono la forma di leggi certe e adeguate, deliberate e messe in pratica secondo le procedure democratiche stabilite.
Se i principi sono stabili, le leggi sono solo risposte concrete legate a un contesto e quindi non immutabili. Sottoporle di continuo ad un giudizio critico è connaturato al metodo liberale per impedire che, nel tempo, le diverse condizioni storiche rendano quelle stesse leggi un ostacolo alla società aperta.
La società aperta, a differenza delle società perfette, non può conoscere punti di arrivo definitivi.

Laicità e coscienza, rispetto e tolleranza

Per il movimento dei " Leali al Trentino" laicità significa fiducia nell’individuo, nella sua responsabilità di fronte alle conseguenze delle proprie scelte, nella sua libertà di coscienza: e per questo la contrapposizione che conta non è affatto fra laici ed esponenti di qualsiasi religione ma fra liberali e illiberali di qualunque credo e qualunque ideologia.
E’ necessario dare, quindi, un significato alla “laicità” nel fare politica, concetto troppo spesso identificato come un rifiuto della pratica
      religiosa, da intendere, invece, come separazione delle problematiche spirituali dalle scelte politiche. Tale concetto è oggi ancora più attuale vista la multietnicità della società. Laicità deve significare soprattutto rispetto delle idee degli altri in un confronto che dovrebbe essere esente da dogmi e preconcetti di qualsiasi genere.

Progresso sociale e crescita individuale

Nella società aperta progredire vuole dire ampliare la conoscenza, senza farsi bloccare dal timore del nuovo. L'apporto che potenzialmente è in grado di dare ogni persona - in quanto essere umano e qualunque ne sia la condizione - costituisce una insostituibile funzione creativa per la conoscenza e per la formazione di sempre nuovi equilibri economici, sociali e culturali. Tutti devono poter contribuire al progresso sociale e avere accesso agli strumenti di crescita individuale. Bisogna preservare le condizioni di questa potenzialità e ciò rappresenta l'equità liberale. Vanno mantenute le condizioni per un sistema di mercato aperto, quindi che consenta il profitto e impedisca il formarsi di posizioni dominanti contrarie alla competizione. La finalità del mercato aperto è favorire lo sviluppo civile, il che non si esaurisce nella pura e semplice produzione ed accumulazione di ricchezza.       Per questo vanno sostenuti gli sforzi individuali di uomini e donne rispetto al mercato del lavoro attraverso processi formazione continua. La formazione in una società in continuo cambiamento è cruciale, ma deve essere tarata sui bisogni dei “formati” non sul profitto dei “formatori”.
In una società aperta non può esistere stasi, la società aperta è intrinsecamente legata allo sviluppo. Senza sviluppo non possono esistere opportunità per ciascuno, senza opportunità per ciascuno non può esistere lo sviluppo. In questo contesto è essenziale, fra le altre cose, che il sistema scolastico e universitario resti saldamente controllato dallo Stato, imparziale e non confessionale.

Pari opportunità e mercato

Il movimento dei “Leali al Trentino”, coerente con il concetto di equità, si propone perciò di favorire uguali opportunità per individui diversi, con storie personali diverse in circostanze diverse. Ciascuno deve mantenere la libertà di scegliere realmente il proprio futuro nel corso degli anni. Per i “ Leali al Trentino”, la competizione entro le regole diviene in campo economico la concorrenza esercitata nel quadro di un sistema di mercato aperto.
Il mercato aperto non è l'assenza di vincoli: è un sistema che di continuo mantiene in funzione la concorrenza (intesa come strumento per la migliore allocazione delle risorse e come incentivo per l'innovazione), e raccorda il profitto realizzato con il suo utilizzo a favore di tutti. Per i liberaldemocratici,
      a differenza di altre culture politiche, il profitto ha un ruolo determinante nel processo economico. Senza l'aspettativa di un profitto futuro manca la base per l'investimento e senza la disponibilità di profitti non esiste capacità di finanziamento
Per tutti questi motivi i Leali al Trentino promuovono le pari opportunità fra uomini e donne e sostengono la più ampia partecipazione femminile al mondo del lavoro, alla politica, alla vita intellettuale, come risorsa fondamentale da valorizzare e come contributo imprescindibile allo sviluppo economico, sociale e culturale della società aperta.

Competizione e progresso

L'incontro o la composizione degli apporti individuali sono il risultato di una competizione entro delle regole. La competizione leale comporta riconoscimenti individuali secondo il successo conseguito, ma occorre distinguere tra successo e merito. Il successo può dipendere anche da fattori occasionali e non correlati al valore. Il merito è una condizione in cui si riflettono valori umani e professionali, ovvero qualità individuali importanti, ma che possono restare senza adeguata ricompensa. Può esservi successo senza merito, e merito senza successo. Non tutto quindi si può misurare con il metro del successo.
La competizione in ogni caso è uno strumento, non un valore in sé, teso a favorire lo sviluppo sociale. L'obiettivo reale non può assolutamente essere l'emarginazione di chi si trova
      La competizione in ogni caso è uno strumento, non un valore in sé, teso a favori lo sviluppo sociale. L'obiettivo reale non può assolutamente essere l'emarginazione di chi si trova ad avere minori possibilità; l'obiettivo è assicurare una crescita collettiva del grado di conoscenza e di benessere, e quindi una maggiore opportunità per tutti di vivere liberamente.
ad avere minori possibilità; l'obiettivo è assicurare una crescita collettiva del grado di conoscenza e di benessere, e quindi una maggiore opportunità per tutti di vivere liberamente. Essendo questo l'obiettivo, la competizione entro delle regole ha come necessario complemento la solidarietà tra individui come cultura consapevole dei comuni diritti di libertà degli individui.

Tutela dei più deboli e welfare sostenibile

L’insieme delle azioni positive tese ad accrescere lo sviluppo sociale e individuale costituisce una politica fondata su un’idea di equità liberale. Tale principio impone che in nessun caso la libertà di alcuni si fondi su una ridotta libertà di altri, fosse anche di uno solo. Occorre quindi un'azione cosciente ed organizzata per stendere una rete di sicurezza legale che assicuri le condizioni minime per affrontare gli azzardi dell'esistenza. È indispensabile che lo Stato assicuri questa rete di sicurezza attraverso il controllo e la gestione diretti di alcuni settori, come la sanità.
Risulta evidente tuttavia che la spesa sociale non può essere dilatata a dismisura e che la sua stessa esistenza dipende dalla ricchezza del Paese, quindi la sua crescita è compatibile solo con una crescita economica. Per questo il welfare non deve né strozzare l’economia attraverso il prelievo fiscale eccessivo, né disincentivare gli individui nella propensione al lavoro.
In alcuni settori del welfare il ruolo dello Stato potrà essere quello di alta sorveglianza e/o sostegno, integrando ad esempio gli slanci di solidarietà concreta di cui gli italiani hanno sempre dato prova, come dimostra il fiorire di energie espresse nel terzo settore. Queste energie, non
      necessariamente legate ad un afflato religioso, devono essere messe in condizioni di esprimersi ed essere sostenute. In questo caso però non si può accettare che vengano agevolate imprese che non sono veramente non-profit ma semplicemente erogano servizi di tipo sociale con una logica aziendale, magari mascherata.
Per questo il welfare non deve né strozzare l’economia attraverso il prelievo fiscale eccessivo né disincentivare gli individui nella propensione al lavoro.
In alcuni settori del welfare il ruolo dello Stato potrà essere quello di alta sorveglianza e/o sostegno, integrando ad esempio gli slanci di solidarietà concreta di cui gli italiani hanno sempre dato prova, come dimostra il fiorire di energie espresse nel terzo settore. Queste energie, non necessariamente legate ad un afflato religioso, devono essere messe in condizioni di esprimersi ed essere sostenute. In questo caso però non si può accettare che vengano agevolate imprese che non sono veramente non-profit ma semplicemente erogano servizi di tipo sociale con una logica aziendale, magari mascherata.

Ambiente e sviluppo eco-sostenibile

Nella dimensione del tempo storico prevedibile per l'arco di molte generazioni, il problema non è l'esaurimento generale delle risorse, ma il vincolo della loro limitata possibilità di impiego nell'ambito degli ecosistemi reali (possibilità di sfruttamento, modi d'uso, equilibrio del sistema naturale). Coloro che predicano l'esaurimento delle risorse in un periodo prossimo, deducono questa linea di tendenza dal presupposto che non possano evolvere le attuali conoscenze tecnologiche per assicurare risorse ai processi produttivi. Questa semplificazione è inaccettabile perché, non potendosi determinare oggi cosa conosceremo domani ed essendovi statisticamente una elevata probabilità di ulteriori allargamenti della conoscenza, non è possibile concludere con certezza che lo sviluppo dovrà avere un termine in un periodo sia pure lungo. Dobbiamo comunque porci i problemi connessi       allo sfruttamento dell'energia, alla razionalizzazione dei consumi, al rispetto delle compatibilità ambientali. Ciò che scegliamo oggi influenza il mondo di domani indirizzandolo verso uno dei molti destini possibili. Uno dei parametri che dovremmo usare, invece di proclamare sacri certi lembi di territorio, è il criterio di reversibilità/irreversibilità. Razionalmente vanno analizzati gli interventi possibili, auspicabili o necessari e misurati secondo questo criterio. Sono poche le cose umane che non possono essere disfatte. Il Trentino di oggi è – sia detto a mo’ di esempio – più verde di quello dell’Ottocento, quando il consumo di legna per costruzione e combustibile insieme a una scarsa attenzione all’equilibrio aveva mangiato interi boschi. La soluzione non è l’immobilità e l’intoccabilità, ma la serena discussione dei progetti.

La cosa pubblica e la sfera privata

Lungi dall’essere un argomento di semplice politica economica in tema di privatizzazioni, il rapporto fra gestione pubblica di settori e risorse è un tema cruciale per gli Stati moderni. Lontano da principi astratti e dogmatici, noi riteniamo che lo Stato abbia un ruolo importante – oltre a quello di regolatore – nella gestione diretta di alcuni settori essenziali, come per esempio la sanità e la scuola. In settori che riguardano servizi primari o a disponibilità limitata, come per esempio l’acqua o la gestione dei rifiuti, il dibattito è legittimo. Per quanto riguarda i settori più propriamente produttivi, è evidente che la pubblica amministrazione       deve farsi da parte e privatizzare, perché non è suo compito produrre e l’alterazione del mercato è comunque più dannosa di limitati benefici. In questo senso anche sullo stesso apparato pubblico deve aprirsi una riflessione, e non tanto sul numero dei dipendenti pubblici, ma sulla disparità crescente in termini di garanzie fra contratti di lavoro pubblico e contratti privati. Questo sta creando due distinte forze lavoro con prospettive e aspirazioni completamente diverse, anzi conflittuali. A questo occorrerà dare risposte politiche e non semplicemente in termini di aumento delle esternalizzazioni o diminuzione dei contratti pubblici.

Flessibilità e sicurezza

Per il movimento dei “ Leali al Trentino” creare le condizioni per lo sviluppo e promuovere la difesa dei più deboli, sono due facce della stessa medaglia: rendere possibile, a livelli sempre più alti, l'espressione delle potenzialità di ciascun cittadino. Con questo intendimento i liberaldemocratici si battono per una società più flessibile. Flessibilità non si applica solo al lavoro e non deve voler dire precarietà. Flessibilità può essere anche la capacità dell’azienda di ri-orientare la sua produzione, senza sacrificare le risorse umane. È inevitabile oggi cambiare per rispondere a esigenze sempre nuove. L'organizzazione della società aperta rifugge dalla pretesa di assegnare a ciascuno e una volta per tutte un ruolo immutabile.
Usare responsabilmente della possibilità di avere più esperienze, di cogliere differenti opportunità, di aprirsi al nuovo e al diverso, è un formidabile strumento di
      maturazione delle specificità di ciascuno e dei suoi potenziali contributi al patrimonio della società.
In campo economico la maggiore elasticità nell'organizzazione dell'impresa, la maggiore mobilità professionale e la maggiore opportunità di cambiare lavoro, sono la via per rafforzare la possibilità di autoregolazione che deve avere una società aperta. Accentuare le caratteristiche della flessibilità appare il modo più corretto di attrezzarsi per affrontare le grandi trasformazioni cui è oggi sottoposta la cultura del lavoro.
Questa flessibilità deve essere accompagnata da una rete di sicurezza parte integrante di un welfare moderno: sussidi di disoccupazione, sostegno al reddito, opportunità di formazione, servizi per l’impiego, tanto per fare qualche esempio.

Autonomia responsabile: dal Trentino all’Europa

Lo sviluppo e l’attuale benessere del Trentino scaturiscono dal lavoro e dal sacrificio di molte generazioni, ma devono sicuramente molto alle condizioni create dalla concessione dell’Autonomia nel secondo Dopoguerra. È un’Autonomia ben amministrata, fondata su accordi internazionali e iscritta nella Costituzione. Questo però oggi non basta più; gli accordi internazionali non sono immutabili, la Costituzione è stata cambiata molte volte con facilità in questi anni e i risultati raggiunti provocano se mai invidia e non rispetto. Bisogna che il Trentino si renda degno della situazione promuovendo       un’autonomia dinamica e responsabile, che sia modello per un vero federalismo. L’unica maniera di farlo è passare dal puro e semplice trasferimento di risorse dallo Stato a una vera capacità impositiva, assumendoci l’onere delle tasse e non solo l’onore di spenderle. In questo modo il Trentino potrà legittimamente rivendicare e conservare le competenze conquistate.
Un’amministrazione con poteri realmente federali sarà da modello per il resto d’Italia e potrà avere titolo in un’Europa che si prospetta come un’Europa delle regioni.

Il futuro

Alla secolare tendenza alla diminuzione dell'ammontare complessivo delle ore di lavoro si deve affiancare il tempo per l'aggiornamento culturale nonché tecnologico, per incentivare la creatività e la mobilità delle persone. Sarà sempre più necessario attivare, in ogni       cittadino, la propensione al lavoro come espressione della propria esistenza individuale: dunque non teso solo al soddisfacimento delle immediate esigenze materiali. Il grande ideale dell'emancipazione dell'uomo è, alla radice, un processo di educazione senza fine.
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